Ludzkie szczątki znalezione w nuncjaturze w Rzymie. Jedna z największych włoskich zagadek rozwiązana?

Robotnicy pracujący przy renowacji odnaleźli w budynku nuncjatury apostolskiej w Rzymie ludzkie szczątki. Włoska policja prowadzi śledztwo w tej sprawie.

Według włoskich mediów naukowcy zajmujący się medycyną sądową chcą sprawdzić, czy znalezione kości to szczątki Emanueli Orlandi, 15-letniej córki pracownika Watykanu, która zaginęła w 1983 roku.

Watykan poinformował w oświadczeniu, że fragmenty kości zostały odkryte podczas prac renowacyjnych na terenie nuncjatury apostolskiej w stolicy Włoch, w pobliżu słynnego rzymskiego muzeum Villa Borghese.

Stolica Apostolska dodała, że dochodzenie prowadzi prokurator generalny Giuseppe Pignatone, który zlecił specjalistom sądowym ustalenie "wieku, płci i daty śmierci" osoby, do której należą szczątki.

Los Orlandi to jedna z największych tajemnic we współczesnej historii Włoch - pisze agencja Reuters.

Jej zniknięcie było początkowo wiązane z możliwą próbą uwolnienia przez nieznane osoby Mehmeta Ali Agcy, tureckiego zamachowcy na Jana Pawła II, który postrzelił papieża w 1981 roku i trafił do więzienia z wyrokiem dożywocia.

W 2005 r. anonimowa rozmówczyni telewizyjnego programu talk show powiedziała, że ??tajemnica domniemanego porwania Orlandi została pochowana wraz z Enrico "Renatino" De Pedisem - bossem, który niegdyś przewodził potężnemu gangowi Banda della Magliana, który terroryzował Rzym w latach 80. XX wieku. W 1990 r. boss zginął w mafijnych porachunkach - zastrzelono go na jednej z ulic stolicy Włoch.

Policja w 2012 roku otworzyła jego grób, znajdujący się w bazylice św. Apolinarego w Rzymie, szukając wskazówek, ale żadnych tropów tam nie znaleziono.

Oświadczenie Watykanu nie wspomina nic o Emanueli Orlandi.

 

pap rt

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GRAZIA LONGO, ANDREA TORNIELLI
CITTA’ DEL VATICANO
 

Delle ossa ritrovate nelle ultime ore in un palazzo di proprietà della Santa Sede, all’esterno dello Stato della Città del Vaticano, ma comunque protetto dall’extraterritorialità, riaccendono la speranza di fare un passo in avanti verso la verità su uno dei misteri più oscuri negli ultimi decenni: la scomparsa di Emanuela Orlandi. La figlia quindicenne di un messo pontificio, che abitava con la famiglia in Vaticano e scomparve nel nulla un pomeriggio del giugno 1983. La Procura di Roma, in relazione al ritrovamento, ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio. 

Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 29 ottobre, durante dei lavori di ristrutturazione negli scantinati di un palazzo nel quartiere Salario, in pieno centro di Roma. Si tratta di «Villa Giorgina» in via Po 27, la nunziatura apostolica presso l’Italia, dove attualmente risiedono l’arcivescovo Paul Emil Tscherrig e il personale di rappresentanza. L’edificio venne lasciato in eredità al Vaticano nel 1949 dall’industriale (e senatore del Regno d’Italia) Abramo Giacobbe Isaia Levi ed è intitolato alla figlia scomparsa in tenera età. 

Al momento però non è stato accertato né il sesso, né l’età, della persona di cui sono stati rinvenuti i resti, né l’epoca nella quale le ossa erano state occultate e nemmeno si è stabilito se i resti appartengano a una sola persona: ogni collegamento con il caso Orlandi è al momento del tutto prematuro. 

«Durante alcuni lavori di ristrutturazione di un locale annesso alla nunziatura apostolica in Italia», informa un comunicato della Sala Stampa vaticana, «sono stati rinvenuti alcuni frammenti ossei umani. Il Corpo della Gendarmeria è prontamente intervenuto sul posto, informando i superiori della Santa Sede che hanno immediatamente informato le autorità italiane per le opportune indagini e la necessaria collaborazione nella vicenda». Il Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, riferisce ancora il comunicato, «ha delegato la Polizia scientifica e la Squadra mobile della questura di Roma al fine di stabilirne l’età, il sesso e la datazione della morte».  

In passato si sono già verificati altri episodi analoghi. Già in altra occasione infatti in nelle proprietà del Vaticano, durante lavori di restauro, erano state rinvenute delle ossa, e la Santa Sede si era rivolta agli investigatori italiani. I resti ritrovati sono stati già affidati per le analisi di laboratorio agli esperti scientifica per procedere con le comparazioni. Si potrà dunque verificare se le ossa possano essere compatibili con il Dna di Emanuela Orlandi ma anche con quello di Mirella Gregori, un’altra minorenne, scomparsa un mese prima della Orlandi.  

Fino ad oggi, nonostante molte inchieste, nulla di certo è stato stabilito sulla sorte della ragazza, cittadina vaticana, il cui rapimento si è trasformato in un caso internazionale, con tentativi di depistaggio, emissari di ogni genere, lettere anonime, telefonate alla famiglia Orlandi. Sullo sfondo, un tentativo di far pressioni su Giovanni Paolo II. Venne chiesta anche la liberazione dell’attentatore che due anni prima aveva sparato al Papa, Ali Agca, in cambio della vita di Emanuela.  

Ma non esiste una prova certa del fatto che la ragazza sia rimasta viva dopo essere stata rapita nei pressi del Senato, all’uscita da una lezione di flauto. 

Invano sono stati cercati i suoi resti nella tomba del boss della Magliana Renatino De Pedis, sepolto nella basilica di Sant’Apollinare, adiacente alla scuola di musica frequentata dalla Orlandi. E tanti pentiti o sedicenti tali negli anni con i loro racconti hanno contribuito a rendere sempre più oscura e ingarbugliata la vicenda. 


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Była nastoletnią obywatelką Watykanu i zaginęła bez śladu. Nowe wieści w sprawie Emanueli Orlandi
https://pl.aleteia.org/2025/04/04/czy-watykan-zaplacil-okup-za-watykanska-dziewczyne-nowe-wiesci-w-sprawie-emanueli-orlandi

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