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Agere sequitur esse
La visione “teologica” del Great Reset
Université d’Été – Civitas
14 agosto 2022
QUANDO l’essere umano agisce, per prima cosa ha uno scopo. La sua azione, ciò che compie rappresenta un mezzo ordinato a un fine, che può essere moralmente buono o cattivo. L’azione è atto della volontà, e nasce dal pensiero, che è atto dell’intelletto.
Quel che facciamo, insomma, è determinato da chi siamo (l’insieme delle nostre facoltà: memoria, intelligenza e volontà): la scolastica riassume perfettamente questo concetto in tre parole: agere sequitur esse.
Nessuno agisce senza scopo, e anche quanto avviene sotto i nostri occhi da ormai più di due anni è la conseguenza di un insieme di cause concomitanti che presuppongono un pensiero iniziale, un principio informatore, per così dire. E quando ci accorgiamo che le ragioni che ci vengono date per giustificare le azioni intraprese non hanno alcuna ragionevolezza, significa che queste ragioni sono dei pretesti, dei falsi motivi che servono a nascondere una verità inconfessabile.
Questo, in realtà, è il modo di procedere del Maligno. Quando ci tenta, mente per farci credere di essere nostro amico, preoccupato di noi, del nostro bene. Proprio come un imbonitore da fiera, il demonio ci propone i suoi ritrovati miracolosi, i suoi elisir di felicità e ricchezza, alla modica somma della nostra anima immortale. Ma questo, ovviamente, lo tace, e come un truffatore scrive in piccolo le clausole del contratto.
Tutto è menzogna, quando si tratta di Satana. False le premesse: Il tuo Dio ti opprime con precetti gravosi. False le promesse: Puoi decidere tu, e ottenere ciò che desideri. E tutto è menzogna quando i servi di Satana si organizzano per instaurare la distopia del Nuovo Ordine Mondiale.
Ora, siccome non possiamo pretendere che tutti i cospiratori del Great Reset ci dicano a chiare lettere qual è il loro scopo finale – visto che si tratta di qualcosa di inconfessabile e di criminale – possiamo comunque ricostruire la mens delle loro azioni conoscendo i principi ispiratori del loro agire e suffragandoli con le loro stesse parole. E siamo anche in grado di capire che le ragioni addotte sono solo dei pretesti. Anzi proprio i pretesti, per come vengono presentati, dimostrano il dolo e la premeditazione, dal momento che se il loro progetto fosse onesto e buono non avrebbero bisogno di dissimularlo con scuse illogiche e incoerenti.
Ma cos’è, questo Great Reset? È l’imposizione forzata di una quarta rivoluzione industriale che conduca l’attuale sistema economico e sociale all’implosione e consenta, tramite l’impoverimento generale e una drastica riduzione della popolazione, l’accentramento del potere nelle mani di un’élite di aspiranti all’immortalità e al dominio sul mondo. Costoro vorrebbero ridurci ad una massa amorfa di clienti/schiavi confinati in cubicoli e perpetuamente connessi alla rete.
Tramite il Great Reset costoro vogliono cancellare la società cristiana occidentale per instaurare una sinarchia liberal-comunista sul modello della dittatura cinese, in cui tutta la popolazione sia controllata e manovrabile a piacimento. In una società ispirata anche solo in parte ai valori del cattolicesimo, i gruppi di potere finanziario e l’élite del NWO non avrebbero spazio, ma questo non deve far pensare ad alcuni che la loro opposizione alla società cristiana abbia una motivazione essenzialmente economica e di potere. In realtà, ciò che scatena quell’odio è che possa esistere, fosse anche nel più remoto angolo del pianeta, un’alternativa possibile alla distopia globalista, un mondo in cui il datore di lavoro può pagare onestamente i propri dipendenti, in cui lo Stato chieda tasse ragionevoli ai cittadini, in cui le opere di carità svolgono gratuitamente e senza speculazioni quei servizi che oggi sono subappaltati ai privati per lucro, in cui sia rispettata l’innocenza dei bambini e non si ammetta la propaganda LGBTQ+. Un mondo in cui il Regno sociale di Cristo si mostri non solo come possibile, ma come la migliore forma di società, amministrata per il bene comune e la gloria di Dio.
La semplice esistenza di un termine di paragone è una sconfessione bruciante dell’inganno globalista, ne mostra il fallimento e l’orrore. Le menzogne sulla necessità dei lockdown sono sconfessate dall’evidenza che dove non lo si è adottato i casi di malattia grave sono stati meno che dove si sono imposte chiusure e coprifuoco. Le menzogne sull’efficacia del siero genico sono sbugiardate dai casi di reinfezione di plurivaccinati, dagli effetti avversi gravi, dalle morti improvvise. Le menzogne sul popolo sovrano e sui diritti inviolabili della persona sono state smentite da regole assurde, norme incostituzionali, leggi discriminatorie nel silenzio della magistratura. E, ad essere onesti, anche il termine di paragone costituito dalla Messa di sempre rende impossibile preferire la sua contraffazione montiniana: motivo per cui la chiesa bergogliana vuole impedirne la celebrazione e tenerne lontani i fedeli. Anche per imporci questo orrore si è fatto ricorso all’inganno, raccontando ai fedeli che la Messa antica era incomprensibile, e che occorreva tradurla e semplificarla per farne meglio apprezzare il significato ai fedeli. Ma era una menzogna, e se ci avessero spiegato che il loro scopo era esattamente lo stesso che si erano prefisso gli eresiarchi protestanti – ossia distruggere il cuore della Chiesa Cattolica – saremmo andati a prenderli con i forconi.
Il mondo globalista, dunque, non tollera confronti. Pretende quell’esclusività che denuncia con orrore appena non è lui a rivendicarla. Si straccia le vesti sul potere temporale della Chiesa – con la complicità di chierici eretici e fornicatori – per poi esigere obbedienza assoluta e irrazionale ai dogmi che proclama da Davos o da Bruxelles. Celebra la libertà di espressione e di stampa che generosamente finanzia, ma non tollera né il dissenso né la verità, che cerca di rendere semplicemente inaccessibile, invisibile.
Ancora: il mondo globalista non ha un passato da mostrarci a conferma della grandezza delle proprie idee, della propria filosofia, della propria fede. Viceversa, vive della falsificazione della Storia, della cancellazione del passato, della sua rimozione dalle nuove generazioni. In modo che non ci sia nessuno che, dinanzi alla cattedrale di Chartres, sia in grado di riconoscere le immagini di Cristo e dei Santi. In modo che nessuno sappia che nella Sainte Chapelle era custodita l’ampolla del Crisma portato da un Angelo per consacrare i Re di Francia. In modo che non ne possa conoscere le gesta, non trovi la loro tomba, non comprenda i tesori di arte e letteratura che hanno reso grandi le nazioni cattoliche. La cancellazione della cultura è rivelatrice della radicale inconsistenza ontologica del globalismo dinanzi allo splendore della Cristianità.
Il mondo globalista non ha un futuro. O meglio: il futuro che intende riservarci è quanto di più tetro e terrificante possa concepire la mente umana. Il futuro che ci prospetta, quindi, è falso e irrealizzabile. «Non ho una casa, non possiedo nulla e sono felice», cercano di convincerci Schwab e i promotori dell’Agenda 2030. Ma il loro scopo non è di renderci felici – cosa che puntualmente non avverrà, ovviamente – ma di confiscarci la casa e i beni, mettendoceli a disposizione a pagamento. Quando ci parlano di pacifismo e di disarmo, non è perché vogliono la pace, ma perché essendo noi disarmati e senza ideali ci lasceremo invadere e dominare senza reagire. Nell’imporci l’accoglienza e la “inclusività” – adottando un lessico da iniziati – non vogliono farci realmente accogliere e integrare persone di altre culture e religioni, ma creare le premesse del disordine sociale e della conseguente cancellazione delle nostre tradizioni e della nostra Fede. Quando ci parlano di “resilienza” non ci dicono che ci proteggeranno dagli eventi avversi, ma che dobbiamo rassegnarci ad assorbirli senza protestare. Quando ci accusano di estremismo o di integralismo, è solo perché sanno che fedeli e cittadini con nobili e santi ideali possono resistere, organizzare un’opposizione, diffondere il dissenso. E quando ci impongono l’inoculazione di massa con un siero genico privo di efficacia ma pieno di effetti avversi gravi e letali, non lo fanno per la nostra salute, ma per modificare il nostro DNA e renderci malati cronici, con un sistema immunitario definitivamente compromesso e una speranza di vita inferiore alla media dei sani. E per inserire nei nostri organi – come abbiamo appreso dalla denuncia recentemente depositata dall’avv. Carlo Alberto Brusa – delle nanostrutture autoassemblanti al grafene, in grado di renderci geolocalizzabili, militari inclusi.
Non aspettatevi mai la verità dai fautori del Great Reset. Perché dove non c’è Cristo, non può esservi la Verità, e sappiamo quanto essi provino odio per Nostro Signore. Un odio che non riescono a celare, che ostentano negli spettacoli di inaugurazione degli eventi europei (pensiamo all’inaugurazione del traforo del San Gottardo, ai Giochi Olimpici di Londra e, recentemente, all’inaugurazione dei Giochi del Commonwealth a Birmingham), nelle “raccomandazioni” di non festeggiare il Natale e di non usare nomi cristiani per i nostri figli. Il loro odio emerge livido quando teorizzano l’aborto come un “diritto umano”, nascondendone l’atrocità dietro l’ipocrita espressione “salute riproduttiva”: perché è la vita che odiano, in cui vedono l’immagine e la somiglianza di quel Dio che hanno perduto per sempre.
Questa immagine e somiglianza, in realtà, è molto più profonda di quanto non si creda. Essa consiste nella dimensione trinitaria dell’uomo, con le sue facoltà che rimandano alle Tre Divine Persone: la memoria (il Padre), l’intelligenza (il Figlio), la volontà (lo Spirito Santo). E come nella Santissima Trinità lo Spirito è l’Amore che procede dal Padre e dal Figlio, così nell’uomo la volontà è la facoltà che origina dalla memoria delle cose passate e dalla comprensione di quelle presenti. Non è un caso se, nel capovolgimento infernale del mondo contemporaneo, l’uomo si trovi privato dei propri ricordi, della propria storia e delle proprie tradizioni (pensiamo alla cancel culture e alle richieste di “perdono” per azioni del nostro passato falsate o travisate), incapace di esprimere un giudizio critico (pensiamo alla dissonanza cognitiva generata dalla psicopandemia) e di ordinare la propria volontà subordinandola all’intelletto (pensiamo alla incapacità di reagire dinanzi al male imposto o al bene di cui siamo privati).
La società moderna, con la sua favola della democrazia, ci ha insegnato a pensare che possiamo anche essere cattolici, magari anche tradizionalisti, a patto di non mettere in discussione che pari diritto vada riconosciuto a chiunque altro. Bisogna rispettare le idee altrui, ci dicono. Ma nel mondo metafisico, nell’eternità di Dio, questa battaglia tra Bene e Male non ha nulla di laico né di ecumenico: è reale, come reali sono gli eserciti schierati, quello della Civitas Dei e quello della civitas diaboli. Gli Angeli del paradiso e gli spiriti apostatici dell’inferno non sanno che farsene dei buonismi conciliari: combattono una battaglia in cui strappare all’avversario quante più anime possibile. I Santi che intercedono per noi non hanno letto Fratelli tutti, e la bilancia di San Michele non è tarata sulla morale della situazione di qualche gesuita eretico o sui contorsionismi pastorali del sentiero sinodale.
Smettiamola di essere politicamente corretti, sempre presi dal timore che le nostre convinzioni possano oltraggiare le sensibili coscienze di chi non esita a fare a pezzi una creatura indifesa nel ventre materno o a soffocare nel sonno l’anziano e il malato. Siamo stati troppo spesso silenziosi dinanzi a cose che non dovrebbero essere nemmeno menzionate, dalla normalizzazione dei vizi alle più degradanti trasgressioni. Eppure come Cattolici dovremmo sapere che Dio è vivo e vero a dispetto degli atei, e che Cristo ha i titoli di sovranità su di noi in quanto nostro Creatore e Redentore a dispetto dei liberali. Se non siamo persuasi di queste realtà, non possiamo comprendere nemmeno l’azione del nemico, che di questa realtà è perfettamente consapevole. Se non siamo persuasi di queste realtà, non daremo alcun esempio credibile a chi dalle nostre parole e dalle nostre azioni potrebbe essere reso docile alla Grazia, aprendo gli occhi. È difficile credere a chi per primo non ama ciò che professa, così com’è difficile prestare fede ai modernisti, che con il loro comportamento privo di carità sconfessano tutti i loro verbosi vaniloqui. E a chi ci chiede di mangiare cavallette e scarafaggi per salvare il pianeta, mentre non rinuncia ai pregiatissimi tagli di manzo di Kobe, o di rinunciare all’auto diesel, mentre per spostarsi usa il jet privato.
Dobbiamo ritrovare quella dimensione di realismo e di oggettività, di consapevolezza del combattimento spirituale, che passo passo ci hanno portato a perdere, o di cui ci hanno insegnato a vergognarci. Siamo milites Christi, chiamati a combattere un nemico che vorrebbe colpirci alle spalle o farci disertare vilmente, perché sa che quando ci combatte in campo aperto, dietro di noi trova la Vergine Immacolata, terribilis ut castrorum acies ordinata. Quella Madre che il Nemico odia in tutte le madri della terra, quella Sposa dell’Agnello che vilipende nell’attaccare la santità del Matrimonio e delle virtù domestiche, quella Donna che umilia sfigurando la femminilità o facendone l’oscena parodia.
La dottrina globalista è essenzialmente satanica, perché è la diretta e più coerente applicazione sociale e globale della ribellione di Satana. Vi troviamo quella hybris, quella sfida al Cielo che la civiltà classica – ancora pagana ma già preordinata all’avvento del messaggio di Cristo nella pienezza dei tempi – aveva saggiamente stigmatizzato e che ci riporta alla ribellione di Lucifero. La hybris, l’orgoglio folle di chi si crede come Dio e Gli usurpa gli attributi divini, porta oggi la scienza a rinnegare la propria vocazione al servizio del bene per trasformarla in serva del Nuovo Ordine, per compiere con il progresso tecnologico ciò che in passato era impensabile: cancellare la separazione tra l’uomo e la macchina, tra la sua mente e l’intelligenza artificiale.
Non ci deve quindi stupire se il transumanesimo è uno dei punti irrinunciabili dell’Agenda 2030. Dietro questo folle progetto di porre mano al Creato e osare addirittura manomettere il santuario della coscienza in cui solo Dio scende con la Grazia, dietro questo disegno di violare l’essere umano per “renderlo più efficiente” vi è, ancora una volta, un errore dottrinale, una menzogna opposta alla Verità di Dio. Creare un essere immortale – come vorrebbero alcuni – è la riproposizione tecnologica di un delirio infernale, alla base del quale c’è la presunzione di poter cancellare le conseguenze sull’uomo del Peccato Originale, riportandolo allo stato di perfezione in cui si trovava prima di cedere alla tentazione del Serpente. Dove il peccato di Adamo ha portato la morte e la malattia, l’inganno del transumanesimo promette l’immortalità e la salute; dove ha portato l’indebolimento dell’intelletto e l’inclinazione al male della volontà, la frode dell’uomo-macchina promette l’accesso alla conoscenza e la possibilità di essere legge a se stessi. Dove ha condotto alla fatica del lavoro, alla guerra e alle pestilenze, la distopia globalista promette il reddito universale, la pace e la prevenzione di tutte le malattie. Ma la morte, la malattia, l’indebolimento dell’intelletto e l’inclinazione al male della volontà, la fatica del lavoro, la guerra e le pestilenze sono la giusta pena per l’infinita offesa che l’umanità intera, nei suoi Progenitori, ha arrecato alla Maestà di Dio disobbedendoGli. Chi si illude che non vi siano conseguenze a quella disobbedienza, è perché non vuole né accettare di essere figlio dell’ira, né riconoscere l’opera della Redenzione di Gesù Cristo, venuto in terra propter nos homines et propter nostram salutem e morto sulla Croce per riscattarci dal giogo di Satana.
Qui sta la vera prospettiva teologica, dalla quale considerare la crisi della società e della Chiesa. Il delirio del transumanesimo non mira a rendere più veloce la corsa dell’atleta o più acuta la mira del soldato, ma a corrompere l’uomo nel corpo, dopo averlo colpito nell’anima. Satana non si rassegna alla sconfitta, tanto più tremenda quanto maggiormente in essa è apparsa l’obbedienza di Nostro Signore nei confronti del Padre Eterno, in opposizione all’orgoglio del Non serviam luciferino. E se Dio, attraverso i sentieri della Grazia, riesce a toccare le anime e ricondurle a Sé restituendole alla vita eterna, Satana si accanisce oggi anche sui corpi, per contaminare l’opera del Creatore e sfigurare la creatura. Infatti, la sua opera devastatrice si estende anche agli animali e alle piante, con risultati abominevoli che mai potranno competere con la magnificenza di Dio.
Questa è l’agenda del conflitto tra Bene e Male, che dalla creazione di Adamo comprende anche gli esseri umani, che scelgono comunque uno schieramento, anche quando scelgono di non scegliere. Perché la neutralità è già un’alleanza con chi merita la sconfitta. Sappiamo quanto sia potente il nemico del Nuovo Ordine Mondiale, e quale sia la sua organizzazione. Conosciamo anche ciò che lo muove, e quel che vuole ottenere. Ma proprio per questo sappiamo che le sue vittorie sono solo apparenti e destinate al fallimento; e che il nostro dovere, in questa guerra già vinta da Cristo sulla Croce, è di schierarci e di combattere, anzitutto aprendo gli occhi sulle menzogne che ci propina l’informazione mainstream.
Comprendere che vi possono essere persone cattive, votate al male, che deliberatamente scelgono di schierarsi con Lucifero contro Dio è il primo passo da compiere per chi vuole opporre resistenza al golpe bianco in atto. Queste persone costituiscono, in un qualche modo, il “corpo mistico” di Satana, e come tali agiscono per propagare il male nel mondo e cancellare il nome di Cristo: esattamente come il Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa, agisce nella Comunione dei Santi per propagare la Grazia. Di nuovo, civitas diaboli e Civitas Dei. Se pensiamo che l’emergenza pandemica sia stata gestita da incompetenti e non da cinici sterminatori, siamo completamente fuori strada. Così come siamo fuori strada se crediamo che i nostri governanti non siano asserviti a questa élite di criminali, usurai ed eversori, dopo aver fatto carriera grazie a loro.
Vi fu un’epoca in cui era normale che in un regno cristiano i sudditi vivessero nel rispetto dei Comandamenti, che vi fossero proibiti l’aborto, il divorzio, la sodomia, l’usura. Quel mondo, grazie all’opera lenta e paziente dei cospiratori, è stato sostituito da questo, che ancora non è completamente loro, in cui regnano poteri che non traggono la propria legittimazione né da Dio, né dal popolo. E questi poteri impediscono tutto ciò che prima era incoraggiato e premiato, e incoraggiano quel che era proibito e punito.
Se nella Civitas Dei regna Cristo, chi regna nella civitas diaboli, se non l’Anticristo? Così, se nella bene ordinata respublica il vero, il bene e il bello sono espressione teologica, per così dire, delle perfezioni di Dio; nella repubblica globalista il falso, il male e il brutto ne saranno la più inequivocabile manifestazione. Al punto da dover diventare norma generale, legge dello Stato, precetto morale cui conformarsi. Anche in questo caso, se ci fate caso, si ripropone un altro inganno: quello secondo cui la tirannide dei sovrani e del clero, giustificata dalla superstizione papista, sarebbe stata definitivamente cancellata dalla società rivoluzionaria, per sostituirvi il governo del popolo sotto gli auspici della dea Regione. Oggi vediamo quanto siano ben più tirannici il Leviatano globalista e il sinedrio bergogliano, accomunati dall’aver rinnegato e tradito il proprio ruolo di governanti dello Stato e pastori della Chiesa.
Cari amici, il vostro compito – come quello che in tante altre nazioni stanno compiendo molte persone di buona volontà - è un compito sacro e importantissimo. È il compito di ricostruire, di restaurare, di edificare. Esattamente l’opposto di quanto sanno fare i seguaci della civitas diaboli, capaci solo di distruggere, di demolire, di accumulare macerie. E per ricostruire, occorre ripartire dalle fondamenta, che sono le basi dell’edificio sociale, ponendo Cristo come pietra angolare, come chiave di volta.
Ricordatevi che questa generazione perversa e corrotta non ha futuro: essa è vittima della propria cecità, della propria sterilità, della propria incapacità di generare. Perché dare la vita è opera divina, e questo vale tanto per la vita del corpo quanto per quella dell’anima; mentre il demonio è solo capace di dare la morte, e con essa la sorda disperazione dell’anima strappata al suo fine ultimo e supremo che è Dio.
Il Nuovo Ordine Mondiale non prevarrà, siatene certi. Non prevarrà la sua furia devastatrice che vorrebbe ridurre la popolazione mondiale a mezzo miliardo di esseri umani. Non prevarrà il suo odio per la vita nascente e per quella che va spegnendosi. Non prevarrà il suo piano di tirannide, perché è proprio nella privazione del Bene che ci accorgiamo di ciò che ci è stato sottratto e troviamo la determinazione e la forza di combattere e resistere. Non prevarrà nemmeno l’apostasia che affligge la Gerarchia cattolica, resasi serva del mondo: i seminatori di discordia e di errori che infestano le nostre chiese si estingueranno inesorabilmente, lasciando vuote quelle cattedrali e quelle chiese, deserti quei conventi e quei seminari che hanno occupato settant’anni fa con la falsa promessa della primavera conciliare. Perché dietro tutto ciò c’è sempre la frode e il dolo del Mentitore.
Cari amici,
Sono molto felice per l’opportunità che mi è stata offerta di partecipare a questa edizione della vostra Università d’Estate. È per me un grande onore poter porgere i miei più cordiali saluti ai militanti di Civitas, a cominciare dal vostro Presidente Alain Escada, dal Segretario Generale Léon-Pierre Durin, dal vostro caro Cappellano, Padre Joseph e i Cappuccini della Resistenza.
Nel suo combattimento per la restaurazione del Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e contro l’oligarchia massonica e la setta di Davos, Civitas si trova – come Davide contro Golia – al centro della lotta dell’Alleanza Anti-Globalista che ho lanciato sotto i migliori auspici.
Non posso che rallegrarmi di sapere che anche Svizzera, Belgio, Italia, Canada, Spagna hanno ora fondato, sull’esempio della Francia, delle sedi sul loro territorio; credo sia altamente auspicabile che la stessa iniziativa si diffonda ovunque. È tempo che i Cattolici di tutto il mondo si uniscano in un fronte unito contro la tirannia globalista.
La casa costruita sulla Roccia è la Chiesa Cattolica e la Civiltà Cristiana. È anche la Francia battezzata a Reims da San Remigio, fondata sull’alleanza di Trono e Altare nel giorno dell’Incoronazione di Clodoveo, Re dei Franchi.
Non ci può essere rimedio ai mali del nostro tempo se non nel Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, in una società riconciliata con Dio che Lo onori e che professi pubblicamente la Fede Cattolica ricevuta dagli Apostoli e fedelmente trasmessa dalla Santa Chiesa nel corso dei secoli.
Questa è la vera controrivoluzione.
Cari amici, tenete nel cuore e nella mente l’esempio dei Martiri per preservare la Cristianità e promuovere il Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo; di questi Martiri che hanno fecondato con il loro sangue il futuro della Chiesa, della società e dei popoli! Non può esserci società giusta e prospera se non là dove regna Cristo Re e Principe della Pace. Perché la pace di Cristo può esistere solo nel Regno di Cristo: Pax Christi in regno Christi.
II - Risposte alle domande dei partecipanti
Il signor Durin mi ha anticipato di volermi porre alcune domande.
Domanda
Eccellenza, il Vaticano II ebbe luogo più di 60 anni fa, la distruzione della liturgia 50 anni fa, Assisi quasi 50 anni fa; dopo 60 anni di disastro religioso e politico che tutto ha distrutto, durante il quale i fedeli cattolici sono disprezzati, perfino ingiustamente condannati, Vostra Eccellenza è diventata, a più di 80 anni, un implacabile anticonciliare. Qual è il motivo per cui Ella ha deciso solo ora di agire?
Risposta
Ho già avuto occasione di testimoniare nei miei interventi passati il mio cammino di progressiva consapevolezza della crisi che affligge la Chiesa cattolica e delle cause profonde dell’attuale apostasia. Come ho detto allora, il mio impegno al servizio diplomatico della Santa Sede (prima come giovane segretario presso le Rappresentanze Pontificie in Iraq e Kuwait, poi a Londra; in Segreteria di Stato; e poi come Capo Missione a Strasburgo presso il Consiglio d’Europa; poi come Nunzio Apostolico in Nigeria; e ancora presso la Segreteria di Stato come Delegato per le Rappresentanze Pontificie, poi come Segretario Generale del Governatorato ed infine come Nunzio Apostolico negli Stati Uniti); il mio impegno – dicevo – al servizio della Santa Sede, che ho cercato di esercitare dedicandovi tutto il mio tempo e le mie forze, mi ha completamente assorbito, rendendo praticamente impossibile una riflessione profonda sugli eventi che si svolgevano nella Chiesa.
Questo non mi ha impedito tuttavia di nutrire forti perplessità interiori e persino critiche alle “novità” introdotte dopo il Concilio. Penso in particolare ai gravi abusi liturgici, alla crisi della vita religiosa, penso al pantheon di Assisi, alle deplorevoli richieste di perdono per le Crociate, ad esempio, durante il Giubileo dell’anno 2000. Penso anche a ciò che avevo potuto percepire da giovane studente all’Università Gregoriana di Roma. Compresi che tutto ciò derivava dai nuovi principi stabiliti dal Concilio.
Ma fu solo molto più tardi, di fronte ai gravissimi scandali dell’allora Cardinale McCarrick e di tutta la sua rete omosessuale, e di fronte agli ancor più gravi scandali di Bergoglio, che il legame intrinseco tra corruzione dottrinale e corruzione morale mi apparve in tutta la sua evidenza, così come le cause profonde della crisi che imperversa da decenni nella Chiesa, generata dalla rivoluzione conciliare.
E non ho potuto tacere.
Il disastro era prevedibile fin dall’inizio. Ma come ho spiegato, eravamo stati educati – nella nostra formazione al ministero sacerdotale e ancor più in quella al servizio diplomatico – a ritenere impensabile che il Papa e l’intera Gerarchia cattolica potessero abusare della loro autorità, esercitandola per uno scopo contrario a ciò che Nostro Signore ha voluto per la sua Chiesa. Eravamo stati formati a non mettere in discussione l’autorità dei Superiori. E questo è stato sfruttato da chi, proprio approfittando della nostra obbedienza e del nostro amore verso la Chiesa di Cristo, piano piano, passo dopo passo, ci ha condotto ad accettare nuove dottrine, estranee a quelle che la Santa Chiesa ha sempre insegnato, soprattutto riguardo all’ecumenismo e alla libertà religiosa.
Del resto, come nella Chiesa la deep church si è estesa per gradi verso la dissoluzione del corpo ecclesiale, così nell’ambito civile il deep state è sviluppato in modo direi simile, attraverso una progressiva infiltrazione fino alle forme tiranniche del Nuovo Ordine Mondiale, del World Economic Forum e dell’Agenda 2030.
Anche in questo caso ci si potrebbe chiedere: perché i cittadini non si sono ribellati alla sovversione dello Stato da parte degli insorti che hanno preso il potere con lo scopo di distruggere le istituzioni che avrebbero invece dovuto servire per il bene comune?
Molti risponderebbero: Non potevamo immaginare il loro disegno malvagio, il loro piano per renderci schiavi di un sistema iniquo. Non potevamo credere che quando parlavano di democrazia o di sovranità popolare, volessero assoggettarci gradualmente a un potere totalitario radicalmente anticristiano.
Ritengo che il fatto di non aver compreso ieri la natura del processo rivoluzionario in atto, possa essere scusabile; mentre il fatto di non capire oggi è irresponsabile e ci rende complici di un colpo di stato mondiale nelle questioni temporali e dell’apostasia in ambito ecclesiale.
Ringraziamo quindi coloro che molto prima di noi, con la loro voce profetica, hanno lanciato l’allarme per la minaccia che gravava sia sulla società civile che sulla Chiesa cattolica.
Domanda
Grazie, Monsignore. Le faccio una seconda domanda: cosa pensa di Monsignor Lefebvre e della sua lotta, in particolare nel suo atto controverso come le Consacrazioni del 1988?
Risposta
Guardo all’Arcivescovo Lefebvre con ammirazione e grande gratitudine per la sua fedeltà e il suo coraggio. Coraggio e fedeltà invincibili di fronte a tante avversità, ostilità, e persino all’accanimento da parte di una Gerarchia conquistata alle idee della modernità e infiltrata dai massonici sostenitori di un progetto di distruzione capillare, senza precedenti, di cui oggi realizziamo l’impatto devastante nelle sue estreme conseguenze.
Monsignor Lefebvre deve essere considerato come un sant’uomo, non come uno scismatico! Come fervente missionario e confessore della Fede, zelante difensore della Tradizione, del Sacerdozio e della Messa cattolica. Si è esposto a gravi sanzioni, fino alla scomunica, perché riteneva più giusto dover obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, mantenere e trasmettere la Tradizione piuttosto che abbracciare dottrine moderniste.
La sua vita è segnata dalla pietà, dallo spirito di sacrificio, dal senso del dovere, dalla rettitudine di coscienza e da una grande coerenza interiore. La sua è una vita donata a Dio e alla Chiesa, dedita al servizio delle anime, all’evangelizzazione, all’insegnamento e alla predicazione della sana Dottrina, alla celebrazione del Santo Sacrificio e alla formazione dei giovani chiamati al Sacerdozio.
Una vita che è tutta una testimonianza della solidità della Fede trasmessaci dagli Apostoli, dai Romani Pontefici, dai Concili e dai Santi Dottori della Fede e per la quale i Martiri hanno versato il loro sangue.
Alcuni giudicano le Consacrazioni del 1988 “un passo di troppo”; altri vi riconoscono una necessità vitale per la salvaguardia della Messa di tutti i tempi.
Monsignor Lefebvre ha colto l’urgenza dei tempi che stiamo vivendo e il dramma di una situazione che è ulteriormente peggiorata e che si è ulteriormente aggravata negli ultimi anni, rendendo più evidente lo stato di eccezione in cui ci troviamo. C’è chi parla di disobbedienza; noi parliamo di fedeltà!
Monsignor Marcel Lefebvre ha continuato a insegnare e a fare ciò che la Santa Chiesa ha sempre fatto e insegnato. Si oppose al liberalismo, alla distruzione della Messa e dell’intero edificio liturgico della Chiesa, alla rovina del Sacerdozio, della vita religiosa e della Morale cristiana.
Lo ripeto: alcuni parlano di disobbedienza, noi parliamo di fedeltà!
Domanda
Grazie Monsignore. Ho un’ultima domanda per Lei, prima di darle la parola per un breve intervento finale. Eccellenza, potrebbe spiegarci in poche parole il progetto dell’Alleanza Anti-Globalista di cui ha parlato, e come parteciparvi concretamente?
Risposta
L’Alleanza Anti-Globalista è un appello che ho lanciato lo scorso novembre, consapevole della gravissima minaccia senza precedenti che incombe sull’intera umanità in quest’ora della Storia. Consapevole anche dell’urgenza di formare ovunque un fronte di resistenza volto a contrastare il colpo di stato planetario orchestrato da un’élite potentissima in vista dell’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, intrinsecamente disumano e anticristico. Non ho mai avuto la pretesa di diventare il leader di un movimento o di assumerne l’organizzazione. Come un seminatore, ho gettato il seme ai quattro venti, perché sia raccolto con saggezza e porti frutto. Non posso misurare lo stato della sua germinazione.
La situazione attuale, tanto a livello delle varie Nazioni quanto sulla scena internazionale, è molto complessa, oscura e difficile da decifrare. Sappiamo solo che dobbiamo prepararci interiormente agli eventi che ci aspettano e implorare il Cielo per un intervento di Dio.
Solo una cosa è certa: è impossibile risolvere con mezzi umani la crisi civile ed ecclesiale in cui stiamo sprofondando. L’uomo deve prima inginocchiarsi davanti al suo Dio e al suo Re, Nostro Signore Gesù Cristo. Nazioni e Popoli devono riconoscere la sua Signoria, e la Chiesa per prima deve restituire al Re la Corona che gli usurpatori gli hanno tolto. Rimettiamo dunque Cristo al centro dei nostri cuori e al centro di tutto, Lui che è l’Alfa e l’Omega. Cerchiamo prima il Regno e la sua giustizia, e anche il resto ci sarà dato in sovrappiù.
M. Durin
Grazie, Eccellenza. Peccato che non possa vedere le persone nella sala e la loro gioia di aver sentito un vero Vescovo rivolgersi a loro, ripetendo loro le verità eterne della Chiesa. Grazie ancora dai Cappuccini, dai Domenicani di Avrillé che sono qui, da padre Morgan che è qui con noi. Grazie di tutto Monsignore. Le do la parola un’ultima volta ringraziandola personalmente per tutto quello che ha fatto per noi.
Mons. Viganò
Caro Monsieur Durin, anch’io mi rammarico molto di non aver avuto l’opportunità di vedervi e soprattutto di essere con voi in questa felice occasione di incontro, per rendere grazie, per pregare insieme la Vergine Maria in questa vigilia della festa della sua Assunzione, Lei che è la Patrona principale della Francia. Rinnoviamo dunque il nostro atto di speranza e volgiamo lo sguardo alle cose del cielo. Sostenuti dalla materna protezione e intercessione della Vergine Maria, la Donna vestita di Sole che schiaccia sotto i suoi piedi la testa del Drago infernale, possiamo perseverare nei combattimenti di quaggiù, con accresciuta forza e coraggio, ma anche con umiltà e fiducia. Di tutto cuore vi benedico tutti: Benedicat vos omnipotens Deus Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen.
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Góra. Viganò / „Działanie następuje po byciu”. „Teologiczna” wizja Wielkiego Resetu
Góra. Viganò / „Działanie następuje po byciu”. „Teologiczna” wizja Wielkiego Resetu
Transkrypcja w języku włoskim tekstu konferencji „ Agere sequitur esse ”: „ teologiczna ” wizja Wielkiego Resetu – prowadzona przez ks. Viganò na tegoroczną edycję Letniego Uniwersytetu Civitas - i jego odpowiedzi na pytania uczestników. Oto indeks wcześniejszych i powiązanych interwencji.
Działaj do naśladowania
„Teologiczna” wizja Wielkiego Resetu
Letni Uniwersytet – Civitas
14 sierpnia 2022
KIEDY człowiek działa, najpierw ma cel. Jego działanie, to co robi, reprezentuje uporządkowany środek do celu, który może być moralnie dobry lub zły. Działanie jest aktem woli i rodzi się z myśli, która jest aktem intelektu.
Krótko mówiąc, o tym, co robimy, decyduje to, kim jesteśmy (zestaw naszych zdolności: pamięć, inteligencja i wola): scholastyka doskonale podsumowuje to pojęcie w trzech słowach: agere sequitur esse .
Nikt nie działa bez celu, a nawet to, co dzieje się na naszych oczach od ponad dwóch lat, jest konsekwencją zbioru współistniejących przyczyn, które zakładają wstępną myśl, że tak powiem, zasadę informacyjną. A kiedy zdajemy sobie sprawę, że podane nam racje uzasadniające podjęte działania nie mają sensu, to znaczy, że są to preteksty, fałszywe racje służące ukryciu niewypowiedzianej prawdy.
To jest właściwie droga Złego. Kiedy nas kusi, kłamie, abyśmy uwierzyli, że jest naszym przyjacielem, martwi się o nas, o nasze dobro. Diabeł niczym uczciwy szczekacz ofiarowuje nam swoje cudowne odkrycia, eliksiry szczęścia i bogactwa skromnej sumie naszej nieśmiertelnej duszy. Ale to oczywiście milczy i jak oszust zapisuje klauzule umowy drobnym drukiem.
Wszystko jest kłamstwem, jeśli chodzi o szatana. Fałszywe przesłanki: Twój Bóg gnębi cię uciążliwymi nakazami. Fałszywe obietnice: możesz zdecydować i dostać to, czego chcesz. I wszystko jest kłamstwem, kiedy słudzy szatana organizują się, by ustanowić dystopię Nowego Porządku Świata.
Teraz, ponieważ nie możemy oczekiwać od wszystkich spiskowców Wielkiego Resetu , że powiedzą nam jasno, jaki jest ich ostateczny cel - ponieważ jest to coś niewypowiedzianego i zbrodniczego - nadal możemy zrekonstruować ludzi ich działań znając inspirujące zasady ich działania i wspierania je własnymi słowami. I jesteśmy też w stanie zrozumieć, że podane powody to tylko preteksty. Rzeczywiście, właśnie te preteksty, tak jak są przedstawiane, świadczą o rozmyślności i premedytacji, bo gdyby ich projekt był uczciwy i dobry, nie musieliby go zakrywać nielogicznymi i niespójnymi wymówkami.
Ale co to jest, ten Wielki Reset? To właśnie wymuszone narzucenie czwartej rewolucji przemysłowej prowadzi obecny system gospodarczy i społeczny do implozji i umożliwia, poprzez ogólne zubożenie i drastyczną redukcję populacji, centralizację władzy w rękach elity aspirantów. światowa dominacja. Chcieliby zredukować nas do amorficznej masy klientów/niewolników zamkniętych w boksach i wiecznie podłączonych do sieci.
Poprzez Wielki Reset chcą zlikwidować zachodnie społeczeństwo chrześcijańskie, aby ustanowić liberalno-komunistyczną synarchię na wzór chińskiej dyktatury, w której cała populacja jest kontrolowana i zdolna do dowolnego manewrowania. W społeczeństwie inspirowanym chociażby częściowo wartościami katolicyzmu nie byłoby miejsca dla finansowych grup władzy i elity NWO, ale to nie powinno skłaniać niektórych do myślenia, że ich sprzeciw wobec społeczeństwa chrześcijańskiego ma zasadniczo motywację ekonomiczną i ekonomiczną. W rzeczywistości to, co wywołuje tę nienawiść, to fakt, że nawet w najbardziej odległym zakątku planety może istnieć możliwa alternatywa dla globalistycznej dystopii, świata, w którym pracodawca może uczciwie płacić swoim pracownikom, w którym państwo żąda rozsądnych podatków od obywateli, w których dzieła charytatywne wykonują za darmo i bez spekulacji te usługi, które dziś są zlecane osobom prywatnym w celach zarobkowych, w których szanuje się niewinność dzieci i nie dopuszcza się propagandy LGBTQ+. Świat, w którym społeczne królestwo Chrystusa ukazuje się nie tylko jako możliwe, ale jako najlepsza forma społeczeństwa, zarządzana dla wspólnego dobra i chwały Bożej.
Samo istnienie terminu porównawczego jest palącym zaprzeczeniem globalistycznego oszustwa, pokazuje jego porażkę i grozę. Kłamstwa o potrzebie blokad odrzucają je dowody, że tam, gdzie nie została przyjęta, liczba przypadków poważnych zachorowań była mniejsza niż tam, gdzie nałożono zamknięcia i godziny policyjne. Kłamstwom o skuteczności surowicy genowej przeczą przypadki reinfekcji wielu szczepionek, poważne skutki uboczne, nagłe zgony. Kłamstw o suwerennym narodzie i nienaruszalnych prawach człowieka zaprzeczają absurdalne zasady, niekonstytucyjne normy, dyskryminujące prawa w ciszy sądownictwa. I, szczerze mówiąc, nawet termin porównawczy, jakim jest zwykła Msza, uniemożliwia preferowanie jej montyńskiego podróbki: dlatego Kościół Bergoglian chce uniemożliwić jej celebrację i trzymać z dala od niej wiernych. Nawet aby narzucić nam ten horror, uciekliśmy się do oszustwa, mówiąc wiernym, że starożytna Msza była niezrozumiała i że trzeba ją przetłumaczyć i uprościć, aby lepiej docenić jej znaczenie dla wiernych. Ale to było kłamstwo i gdyby nam wytłumaczyli, że ich cel jest dokładnie taki sam, jak wyznaczyli sobie protestanccy herezjarchowie – czyli zniszczenie serca Kościoła katolickiego – poszlibyśmy za nimi z widłami.
Globalistyczny świat nie toleruje zatem porównań. Twierdzi, że wyłączność, którą potępia z przerażeniem, gdy tylko nie jest tym, który ją powołuje. Rozdziera szaty na doczesnej władzy Kościoła – przy współudziale heretyckich duchownych i cudzołożników – a następnie domaga się absolutnego i irracjonalnego posłuszeństwa dogmatom, które głosi z Davos lub Brukseli. Szanuje wolność słowa i prasy, którą hojnie finansuje, ale nie toleruje sprzeciwu ani prawdy, którą stara się uczynić po prostu niedostępnym, niewidocznym.
I znowu: świat globalistyczny nie ma przeszłości, która mogłaby nam pokazać, aby potwierdzić wielkość jego idei, jego filozofii, jego wiary. I odwrotnie, żyje z fałszowania historii, kasowania przeszłości, usuwania jej z nowych pokoleń. Aby nie było nikogo, kto przed katedrą w Chartres byłby w stanie rozpoznać wizerunki Chrystusa i Świętych. Żeby nikt nie wiedział, że w Sainte Chapelle przechowywana była fiolka z kryzmem przyniesiona przez Anioła, aby poświęcić królów Francji. Aby nie mógł poznać ich czynów, nie odnalazł ich grobu, nie rozumie skarbów sztuki i literatury, które uczyniły wielkie narody katolickie. Anulowanie kultury ukazuje radykalną ontologiczną niespójność globalizmu w obliczu wspaniałości chrześcijaństwa.
Globalistyczny świat nie ma przyszłości. A raczej: przyszłość, którą zamierza nam zarezerwować, jest najbardziej ponurą i przerażającą rzeczą, jaką ludzki umysł może sobie wyobrazić. Przyszłość, którą nam oferuje, jest zatem fałszywa i nieosiągalna. „Nie mam domu, nie mam nic i jestem szczęśliwy”, przekonują nas Schwab i promotorzy Agendy 2030. Ale ich celem nie jest uszczęśliwienie nas – co oczywiście nie nastąpi na czas – ale skonfiskować nasz dom i mienie, udostępniając je nam za opłatą. Kiedy mówią nam o pacyfizmie i rozbrojeniu, to nie dlatego, że chcą pokoju, ale dlatego, że jesteśmy nieuzbrojeni i bez ideałów, pozwolimy, by bez reakcji nas zaatakowały i zdominowały. Narzucając nam akceptację i „inkluzywność” – przyjmując leksykon wtajemniczonego – nie chcą, abyśmy naprawdę przyjmowali i integrowali ludzi innych kultur i religii, ale stworzyć przesłanki dla nieładu społecznego i w konsekwencji unieważnienia naszych tradycji i naszej wiary. Kiedy rozmawiają z nami o „odporności”, nie mówią nam, że ochronią nas przed niepożądanymi zdarzeniami, ale że musimy się poddać, aby je wchłonąć bez protestów. Kiedy oskarżają nas o ekstremizm lub fundamentalizm, to tylko dlatego, że wiedzą, że wierni i obywatele o szlachetnych i świętych ideałach mogą się opierać, organizować opozycję, szerzyć niezgodę. A kiedy zmuszają nas do masowego zaszczepiania się serum genowym, które jest nieskuteczne, ale pełne poważnych i śmiertelnych skutków ubocznych, nie robią tego dla naszego zdrowia, ale do modyfikacji naszego DNA i uczynienia nas przewlekle chorymi, z trwale upośledzonym układem odpornościowym .i oczekiwana długość życia poniżej średniej dla zdrowych ludzi. I włączać do naszych ciał - jak dowiedzieliśmy się ze skargi złożonej niedawno przez prawnika. Carlo Alberto Brusa - samoorganizujące się nanostruktury grafenowe, które umożliwiają nam geolokalizację, w tym militarną.
Nigdy nie oczekuj prawdy od zwolenników Wielkiego Resetu. Ponieważ tam, gdzie nie ma Chrystusa, nie może być Prawdy, a wiemy, jak bardzo nienawidzą Naszego Pana. Nienawiść, której nie mogą ukryć, którą obnoszą się na pokazach inauguracyjnych wydarzeń europejskich (pomyśl o inauguracji tunelu Gottharda, Igrzyskach Olimpijskich w Londynie, a ostatnio inauguracji Igrzysk Wspólnoty Narodów w Birmingham), w „rekomendacjach” nie świętować Bożego Narodzenia i nie używać chrześcijańskich imion dla naszych dzieci. Ich nienawiść staje się wściekła, gdy teoretyzują o aborcji jako „prawie człowieka”, ukrywając jej okrucieństwo za obłudnym wyrażeniem „zdrowie reprodukcyjne”: ponieważ jest to życie, którego nienawidzą, w którym widzą obraz i podobieństwo tego Boga, którego utracili na zawsze.
Ten obraz i podobieństwo w rzeczywistości jest znacznie głębsze, niż się sądzi. Polega na trynitarnym wymiarze człowieka, z jego władzami odnoszącymi się do Trzech Osób Boskich: pamięć (Ojciec), inteligencja (Syn), wola (Duch Święty). I tak jak w Trójcy Świętej Duch jest Miłością pochodzącą od Ojca i Syna, tak w człowieku wola jest władzą wywodzącą się z pamięci rzeczy przeszłych i zrozumienia teraźniejszych. To nie przypadek, że w piekielnym odwróceniu współczesnego świata człowiek zostaje pozbawiony swoich wspomnień, swojej historii i tradycji (pomyśl o anulowaniu kultury i prośby o „przebaczenie” za czyny z naszej przeszłości zniekształcone lub przeinaczone), niezdolnych do wyrażenia krytycznego osądu (pomyśl o dysonansie poznawczym generowanym przez psychopandemię) i uporządkowania własnej woli przez podporządkowanie jej intelektowi (pomyśl o niemożności reagować na źle narzucone lub na dobro, którego jesteśmy pozbawieni).
Nowoczesne społeczeństwo, ze swoją bajką o demokracji, nauczyło nas myśleć, że możemy być także katolikami, a może nawet tradycjonalistami, o ile nie kwestionujemy, że równe prawa powinny być uznawane dla kogokolwiek innego. Musimy szanować idee innych, mówią nam. Ale w świecie metafizycznym, w wieczności Boga, ta walka Dobra ze Złem nie ma nic świeckiego ani ekumenicznego: jest prawdziwa, podobnie jak ustawione w szeregu armie, walka Civitas Dei i civitas diaboli .. Aniołowie Niebios i odstępcze duchy piekielne nie wiedzą, co zrobić z soborowymi dobrymi naturami: toczą bitwę, aby wyrwać przeciwnikowi jak najwięcej dusz. Święci, którzy wstawiają się za nami, nie przeczytali wszystkich braci, a równowaga św.
Przestańmy być politycznie poprawni, zawsze obawiając się, że nasze przekonania mogą oburzyć wrażliwe sumienia tych, którzy nie wahają się rozerwać bezbronnego stworzenia w łonie matki lub udusić we śnie starszych i chorych. Zbyt często milczeliśmy w obliczu rzeczy, o których nie należy nawet wspominać, od normalizacji występków po najbardziej poniżające wykroczenia. Jednak jako katolicy powinniśmy wiedzieć, że Bóg jest żywy i prawdziwy pomimo ateistów i że Chrystus ma nad nami tytuły suwerenności jako nasz Stwórca i Odkupiciel wbrew liberałom. Jeśli nie jesteśmy przekonani do tych rzeczywistości, nie możemy nawet zrozumieć działania wroga, który doskonale zdaje sobie sprawę z tej rzeczywistości. Jeśli nie jesteśmy przekonani o tych realiach, nie damy żadnego wiarygodnego przykładu tym, którzy naszymi słowami i czynami mogliby być posłuszni Łasce, otwierając oczy. Trudno uwierzyć tym, którzy jako pierwsi nie lubią tego, co wyznają, podobnie jak trudno uwierzyć modernistom, którzy swoim dobroczynnym zachowaniem wyrzekają się wszystkich swoich gadatliwych bzdur. I tym, którzy proszą nas, abyśmy zjadali koniki polne i karaluchy, aby ratować planetę, nie rezygnując z wysoko cenionych kawałków wołowiny z Kobe, lub oddając samochód z silnikiem diesla, jednocześnie korzystając z prywatnego odrzutowca.
Musimy na nowo odkryć ten wymiar realizmu i obiektywności, świadomości duchowej walki, którą krok po kroku doprowadzili nas do przegranej lub której nauczyli nas wstydzić. Jesteśmy milites Christi , powołani do walki z wrogiem, który chciałby nas uderzyć od tyłu lub tchórzliwie zdezerterować, bo wie, że kiedy walczy z nami na otwartym polu, za nami znajduje Niepokalaną Dziewicę, terribilis ut castrorum acies ordinata . Ta Matka, której Nieprzyjaciel nienawidzi we wszystkich matkach ziemi, ta Oblubienica Baranka, która oczernia atakując świętość małżeństwa i cnoty domowe, ta Niewiasta, która upokarza szpecąc kobiecość lub czyniąc z niej nieprzyzwoitą parodię.
Doktryna globalistyczna jest zasadniczo szatańska, ponieważ jest bezpośrednim i najbardziej spójnym społecznym i globalnym zastosowaniem buntu szatana. Odkrywamy tę pychę, to wyzwanie rzucone Niebiosom, które cywilizacja klasyczna – wciąż pogańska, ale już przeznaczona na nadejście poselstwa Chrystusa w pełni czasu – mądrze napiętnowała i co sprowadza nas z powrotem do buntu Lucyfera. Hubis , szalona duma tych, którzy wierzą, że są Bogiem i uzurpują sobie boskie atrybuty, prowadzi dzisiejszą naukę do zaprzeczania swemu powołaniu w służbie dobru, aby przekształcić ją w sługę Nowego Porządku, aby wraz z postępem technologicznym osiągnąć to, co w przeszłości było nie do pomyślenia: zatrzeć podział między człowiekiem a maszyną, między jego umysłem a sztuczną inteligencją.
Dlatego nie powinno nas dziwić, że transhumanizm jest jednym z nieodzownych punktów Agendy 2030. Za tym szalonym projektem włożenia ręki w Stworzenie, a nawet odważenia się na majstrowanie przy sanktuarium sumienia, w którym tylko Bóg zstępuje z Łaską, za tym planem aby pogwałcić „istotę ludzką, aby „uczynić ją bardziej wydajną”, po raz kolejny występuje błąd doktrynalny, kłamstwo sprzeczne z Prawdą Bożą. Istnieje domniemanie, że jesteśmy w stanie zniwelować konsekwencje Grzechu Pierworodnego dla człowieka, przywracając go do stanu doskonałości, w którym był przed poddaniem się pokusie Węża. Tam, gdzie grzech Adama doprowadził do śmierci i choroby, oszustwo transhumanizmu obiecuje nieśmiertelność i zdrowie; tam, gdzie doprowadziło do osłabienia intelektu i złej skłonności woli, oszustwo człowieka-maszyny obiecuje dostęp do wiedzy i możliwość bycia prawem dla siebie. Tam, gdzie doprowadziła do zmęczenia pracą, wojen i zarazy, globalistyczna dystopia obiecuje powszechny dochód, pokój i zapobieganie wszelkim chorobom. Ale śmierć, choroba, osłabienie intelektu i zła skłonność woli, zmęczenie pracą, wojna i zarazy są sprawiedliwą karą za nieskończoną zniewagę, którą cała ludzkość, w swoich przodkach, sprowadził do Majestatu Bóg przez nieposłuszeństwo Mu. Kto się łudzi, że nie ma konsekwencji tego nieposłuszeństwa, robi to dlatego, że nie chce ani zaakceptować bycia dzieckiem gniewu, ani uznać dzieła Odkupienia Jezusa Chrystusa, który przyszedł na ziemię. ze względu na nas ludzi i ze względu na nasze zbawienie od umarłych na krzyżu pod jarzmem szatana.
Tu leży prawdziwa perspektywa teologiczna, z której należy rozpatrywać kryzys społeczeństwa i Kościoła. Majaczenie transhumanizmu nie ma na celu przyspieszenia biegu sportowca czy ostrzejszego celu żołnierza, ale zepsucia człowieka w ciele, po uderzeniu go w duszę. Szatan nie poddaje się porażce, im straszniejsze tym bardziej objawiło się w nim posłuszeństwo Naszego Pana wobec Ojca Przedwiecznego, w opozycji do pychy Non serviam Lucyferianin. A jeśli Bóg, drogami Łaski, dotknie dusz i sprowadzi je z powrotem do Siebie, przywracając je do życia wiecznego, szatan dzisiaj również szaleje na ciałach, aby zanieczyścić dzieło Stwórcy i oszpecić stworzenie. W rzeczywistości jego niszczycielska praca rozciąga się także na zwierzęta i rośliny, z odrażającymi skutkami, które nigdy nie mogą konkurować ze wspaniałością Bożą.
Taki jest program konfliktu Dobra ze Złem, który od stworzenia Adama obejmuje również ludzi, którzy wciąż wybierają stronę, nawet jeśli nie wybierają. Ponieważ neutralność to już sojusz z tymi, którzy zasługują na porażkę. Wiemy, jak potężny jest wróg Nowego Porządku Świata i jaka jest jego organizacja. Wiemy też, co go porusza i co chce osiągnąć. Ale właśnie z tego powodu wiemy, że jego zwycięstwa są tylko pozorne i skazane na niepowodzenie; i że naszym obowiązkiem w tej już wygranej przez Chrystusa na krzyżu wojnie jest stanąć po którejś ze stron i walczyć, przede wszystkim otwierając oczy na kłamstwa, które przekazują nam informacje z głównego nurtu .
Zrozumienie, że mogą istnieć źli ludzie, oddani złu, którzy świadomie wybierają stronę Lucyfera przeciwko Bogu, jest pierwszym krokiem dla tych, którzy chcą oprzeć się toczącemu się białemu zamachowi. Osoby te stanowią w pewien sposób „mistyczne ciało” Szatana i jako takie działają w celu szerzenia zła w świecie i unieważnienia imienia Chrystusa: dokładnie tak, jak Mistyczne Ciało Chrystusa, którym jest Kościół, działa w Komunii. Świętych, aby szerzyć Łaskę. Ponownie, civitas diaboli i Civitas Dei. Jeśli sądzimy, że kryzys pandemiczny był zarządzany przez niekompetentnych, a nie przez cynicznych eksterminatorów, to całkowicie zboczyliśmy z właściwej drogi. Tak jak mylimy się, jeśli uważamy, że nasi władcy nie są podporządkowani tej elicie kryminalistów, lichwiarzy i wywrotowców, po zrobieniu dzięki nim kariery.
Był czas, kiedy poddani w chrześcijańskim królestwie żyli zgodnie z przykazaniami, a aborcja, rozwód, sodomia, lichwa były zakazane. Tamten świat, dzięki powolnej i cierpliwej pracy konspiratorów, został zastąpiony przez ten, który nie jest jeszcze całkowicie ich, w którym panują siły, które nie czerpią legitymizacji ani od Boga, ani od ludu. A te moce uniemożliwiają wszystko, co wcześniej było zachęcane i nagradzane, i zachęcają do tego, co było zabronione i karane.
Jeśli Chrystus króluje w Civitas Dei , to kto króluje w civitas diaboli , jeśli nie Antychryst? Tak więc, jeśli w dobrze uporządkowanej respublica prawda, dobro i piękno są, by tak rzec, teologicznymi wyrazami doskonałości Boga; w republice globalistycznej to, co fałszywe, złe i brzydkie będzie najbardziej jednoznacznym tego przejawem. Do tego stopnia, że musiały stać się ogólną regułą, prawem państwowym, moralnym nakazem, któremu należy się podporządkować. Również w tym przypadku, jeśli to zauważysz, pojawia się kolejne oszustwo: zgodnie z którym uzasadniona papistycznymi przesądami tyrania władców i duchowieństwa zostałaby definitywnie usunięta ze społeczeństwa rewolucyjnego, aby zastąpić rządy ludu pod rządami patronat regionu bogini. Dziś widzimy, o ile bardziej tyrański jest globalistyczny Lewiatan i Sanhedryn z Bergamo, zjednoczeni przez zaprzeczenie i zdradę swojej roli jako władców państwa i pastorów Kościoła.
Drodzy przyjaciele, wasze zadanie – jak to, które wielu ludzi dobrej woli wykonuje w tak wielu innych narodach – jest świętym i bardzo ważnym zadaniem. Jest to zadanie odbudowy, przywrócenia, budowania. Dokładnie przeciwieństwo tego, co umieją robić wyznawcy civitas diaboli , zdolnych jedynie do niszczenia, burzenia, gromadzenia gruzu. A żeby odbudować, trzeba zacząć od podstaw, które są fundamentami budynku społecznego, stawiając Chrystusa jako kamień węgielny, jako zwornik.
Pamiętajcie, że to przewrotne i skorumpowane pokolenie nie ma przyszłości: jest ofiarą własnej ślepoty, własnej bezpłodności, własnej niezdolności do rodzenia. Ponieważ dawanie życia jest boskim dziełem i dotyczy to zarówno życia ciała, jak i duszy; podczas gdy diabeł jest zdolny tylko do śmierci, a wraz z nią głuchą rozpacz duszy wyrwanej ze swojego ostatecznego i najwyższego celu, którym jest Bóg.
Zapewniamy, że Nowy Porządek Świata nie zwycięży. Nie zwycięży jej niszczycielska wściekłość, która chciałaby zmniejszyć populację świata do pół miliarda ludzi. Jego nienawiść do rodzącego się życia i do tego, które umiera, nie zwycięży. Jego plan tyranii nie zwycięży, ponieważ właśnie w pozbawieniu Dobra uświadamiamy sobie, co nam zostało ukradzione, i znajdujemy determinację i siłę do walki i oporu. Nie zwycięży również odstępstwo, które nęka hierarchię katolicką, uczynioną sługą świata: siewcy niezgody i błędów, którzy atakują nasze kościoły, nieubłaganie wyginą, pozostawiając puste katedry i kościoły, a klasztory i seminaria, które zajmowali, opustoszają. lata temu z fałszywą obietnicą soborowej wiosny.
Drodzy przyjaciele,
Bardzo się cieszę, że zaoferowano mi możliwość uczestniczenia w tej edycji Waszego Letniego Uniwersytetu. To dla mnie wielki zaszczyt, że mogę złożyć pozdrowienia bojownikom Civitas , począwszy od waszego prezydenta Alaina Escady, sekretarza generalnego Léona-Pierre'a Durina, drogiego kapelana, ojca Josepha i kapucynów ruchu oporu.
W swojej walce o przywrócenie Społecznego Królestwa Naszego Pana Jezusa Chrystusa oraz przeciwko masońskiej oligarchii i sekcie Davos, Civitas znajduje się – podobnie jak Dawid przeciwko Goliatowi – w centrum walki Sojuszu Antyglobalistycznego, który rozpocząłem pod rządami najlepsze życzenia.
Mogę się tylko cieszyć, że Szwajcaria, Belgia, Włochy, Kanada, Hiszpania założyły teraz także, wzorem Francji, biura na swoim terytorium; Myślę, że bardzo pożądane jest, aby ta sama inicjatywa rozprzestrzeniła się wszędzie. Nadszedł czas, aby katolicy na całym świecie przyłączyli się do zjednoczonego frontu przeciwko tyranii globalistów.
Dom zbudowany na Skale to Kościół Katolicki i Cywilizacja Chrześcijańska. To także Francja ochrzczona w Reims przez San Remigio, założona na sojuszu Tronu i Ołtarza w dniu koronacji Chlodwiga, króla Franków.
Nie ma lekarstwa na zło naszych czasów, jeśli nie w Społecznym Królestwie Naszego Pana Jezusa Chrystusa, w społeczeństwie pojednanym z Bogiem, który Go czci i który publicznie wyznaje wiarę katolicką otrzymaną od Apostołów i wiernie przekazywaną przez Kościół Święty na przestrzeni wieków.
To jest prawdziwa kontrrewolucja.
Drodzy przyjaciele, zachowujcie w sercu i umyśle przykład męczenników, aby zachować chrześcijaństwo i promować społeczne królestwo naszego Pana Jezusa Chrystusa; tych męczenników, którzy swoją krwią zapłodnili przyszłość Kościoła, społeczeństwa i narodów! Nie może być sprawiedliwego i zamożnego społeczeństwa, jeśli nie rządzi Chrystus Król i Książę Pokoju. Ponieważ pokój Chrystusowy może istnieć tylko w Królestwie Chrystusowym: Pax Christi in Regno Christi .
II - Odpowiedzi na pytania uczestników
Pan Durin przewidział, że będzie chciał zadać mi kilka pytań.
Żądanie
Wasza Ekscelencjo, Sobór Watykański II miał miejsce ponad 60 lat temu, zniszczenie liturgii 50 lat temu, Asyż prawie 50 lat temu; po 60 latach religijnej i politycznej katastrofy, która zniszczyła wszystko, podczas której wierni katolicy są pogardzani, a nawet niesprawiedliwie potępiani, Wasza Ekscelencja, mając ponad 80 lat, stała się nieubłaganym antysoborem. Jaki jest powód, dla którego Ella dopiero teraz zdecydowała się działać?
Odpowiedź
Miałem już okazję zaświadczyć w moich wcześniejszych wystąpieniach o postępie w świadomości kryzysu nękającego Kościół katolicki i pierwotnych przyczyn obecnej apostazji. Jak wtedy powiedziałem, moje zaangażowanie w służbę dyplomatyczną Stolicy Apostolskiej (najpierw jako młody sekretarz w Papieskich Przedstawicielstwach w Iraku i Kuwejcie, potem w Londynie; w Sekretariacie Stanu; a następnie jako szef misji w Strasburgu na Rady Europy, następnie jako Nuncjusz Apostolski w Nigerii i ponownie w Sekretariacie Stanu jako Delegat ds. Reprezentacji Papieskich, następnie jako Sekretarz Generalny Gubernatorstwa i wreszcie jako Nuncjusz Apostolski w Stanach Zjednoczonych); moje zaangażowanie - powiedziałem - w służbę Stolicy Apostolskiej, które starałem się wykonywać, poświęcając jej cały swój czas i siły,
Nie przeszkodziło mi to jednak żywić silne wewnętrzne zakłopotanie, a nawet krytykę „nowości” wprowadzonych po Soborze. Myślę w szczególności o ciężkich nadużyciach liturgicznych, o kryzysie życia zakonnego, myślę o panteonie w Asyżu, o godnych ubolewania prośbach o przebaczenie za wyprawy krzyżowe, na przykład podczas Jubileuszu roku 2000. myślę też o tym, co postrzegałem jako młodego studenta na Uniwersytecie Gregoriańskim w Rzymie. Zrozumiałem, że wszystko to wynika z nowych zasad ustanowionych przez Radę.
Jednak dopiero znacznie później, w obliczu bardzo poważnych skandali ówczesnego kardynała McCarricka i całej jego siatki homoseksualnej, a także w obliczu jeszcze poważniejszych skandali Bergoglio, pojawił się wewnętrzny związek między korupcją doktrynalną i moralną dla mnie we wszystkich jego dowodach, jak również przyczynach kryzysu, który szaleje w Kościele od dziesięcioleci, wywołanego przez rewolucję soborową.
I nie mogłem milczeć.
Katastrofa była przewidywalna od samego początku. Ale, jak wyjaśniłem, zostaliśmy nauczeni – w naszej formacji do posługi kapłańskiej, a tym bardziej w służbie dyplomatycznej – aby uważać za nie do pomyślenia, aby papież i cała hierarchia katolicka nadużywali swojego autorytetu, wykorzystując go w jakimś celu w przeciwieństwie do tego, czego nasz Pan chciał dla swojego Kościoła. Uczono nas, aby nie kwestionować autorytetu przełożonych. Wykorzystywali to ci, którzy korzystając z naszego posłuszeństwa i miłości do Kościoła Chrystusowego, powoli, krok po kroku, prowadzili nas do przyjęcia nowych doktryn, obcych wobec tych, których zawsze nauczał Kościół Święty, zwłaszcza dotyczących ekumenizmu. i wolności religijnej.
Co więcej, tak jak w Kościele Kościół głęboki stopniowo rozszerzał się w kierunku rozwiązania ciała kościelnego, tak w sferze cywilnej państwo głębokie rozwija się w podobny sposób, poprzez stopniową infiltrację aż do tyranicznych form Nowego Porządku Świata, Światowego Forum Ekonomicznego i Agendy 2030.
Również w tym przypadku można by zapytać: dlaczego obywatele nie zbuntowali się przeciwko dywersji państwa przez powstańców, którzy przejęli władzę w celu zniszczenia instytucji, które zamiast tego powinny służyć dobru wspólnemu?
Wielu odpowiedziałoby: nie mogliśmy sobie wyobrazić ich złego zamiaru, ich planu zniewolenia nas przez niesprawiedliwy system. Nie mogliśmy uwierzyć, że kiedy mówili o demokracji lub suwerenności ludu, chcieli stopniowo podporządkować nas radykalnie antychrześcijańskiej władzy totalitarnej.
Uważam, że fakt, iż wczoraj nie zrozumiałem natury toczącego się procesu rewolucyjnego, może być usprawiedliwiony; podczas gdy fakt braku zrozumienia dzisiaj jest nieodpowiedzialny i czyni nas współwinnymi przewrotu świata w sprawach doczesnych i odstępstwa w sferze kościelnej.
Dlatego dziękujemy tym, którzy na długo przed nami swoim proroczym głosem podnieśli alarm o zagrożeniu, które ciążyło zarówno społeczeństwu obywatelskiemu, jak i Kościołowi katolickiemu.
Żądanie
Dziękuję, prałacie. Zadaję ci drugie pytanie: co sądzisz o prałacie Lefebvre i jego walce, szczególnie w jego kontrowersyjnym akcie, takim jak konsekracje z 1988 roku?
Odpowiedź
Z podziwem i wielką wdzięcznością patrzę na arcybiskupa Lefebvre za jego wierność i odwagę. Niezwyciężona odwaga i wierność w obliczu tylu przeciwności, wrogości, a nawet wściekłości Hierarchii podbitej ideami nowoczesności i przenikniętej przez masońskich zwolenników projektu kapilarnej destrukcji, bezprecedensowego, z którego dziś zdajemy sobie sprawę niszczycielski wpływ w jego ekstremalnych konsekwencjach.
Monsignor Lefebvre musi być uważany za świętego człowieka, a nie za schizmatyka! Jako gorliwy misjonarz i wyznawca wiary, gorliwy obrońca Tradycji, Kapłaństwa i Mszy Katolickiej. Naraził się na surowe sankcje, w tym ekskomunikę, ponieważ uważał, że bardziej słuszne jest posłuszeństwo Bogu niż ludziom, podtrzymywanie i przekazywanie Tradycji, a nie przyjmowanie doktryn modernistycznych.
Jego życie cechuje pobożność, duch poświęcenia, poczucie obowiązku, prawość sumienia i wielka spójność wewnętrzna. Jest to życie oddane Bogu i Kościołowi, poświęcone służbie dusz, ewangelizacji, nauczaniu i głoszeniu zdrowej nauki, sprawowaniu Najświętszej Ofiary i formacji młodych ludzi powołanych do kapłaństwa.
Życie, które jest świadectwem solidności Wiary przekazanej nam przez Apostołów, Papieży Rzymskich, Sobory i Świętych Doktorów Wiary i za które męczennicy przelali krew.
Niektórzy uważają konsekracje z 1988 roku za „o krok za daleko”; inni uznają to za żywotną konieczność dla ochrony Mszy we wszystkich czasach.
Prałat Lefebvre pojął pilność czasów, w których żyjemy, i dramat sytuacji, która jeszcze się pogorszyła i która pogorszyła się w ostatnich latach, czyniąc stan wyjątkowy, w którym się znajdujemy, bardziej ewidentnym. Są tacy, którzy mówią o nieposłuszeństwie; mówimy o wierności!
Arcybiskup Marcel Lefebvre nadal nauczał i czynił to, co zawsze robił i nauczał Kościół Święty. Sprzeciwiał się liberalizmowi, zniszczeniu Mszy i całego gmachu liturgicznego Kościoła, ruinie kapłaństwa, życia zakonnego i moralności chrześcijańskiej.
Powtarzam: niektórzy mówią o nieposłuszeństwie, my mówimy o wierności!
Żądanie
Dzięki prałatowi. Mam do ciebie ostatnie pytanie, zanim udzielę głosu na krótkie przemówienie końcowe. Ekscelencjo, czy mógłbyś w kilku słowach wyjaśnić projekt Sojuszu Antyglobalistycznego, o którym mówiłaś i jak konkretnie w nim uczestniczyć?
Odpowiedź
Sojusz Antyglobalistyczny to apel, który wystosowałem w listopadzie ubiegłego roku, świadomy niezwykle poważnego i bezprecedensowego zagrożenia, które wisi nad całą ludzkością w tym momencie historii. Świadomy także pilnej potrzeby sformowania wszędzie frontu oporu mającego na celu przeciwstawienie się planetarnemu zamachowi zaaranżowanemu przez bardzo potężną elitę w perspektywie ustanowienia Nowego Porządku Świata, z natury nieludzkiego i antychrystowskiego. Nigdy nie udawałem, że jestem przywódcą ruchu ani przejmuję jego organizacji. Jak siewca zasiałem ziarno na cztery wiatry, aby było mądrze zebrane i przyniosło owoce. Nie mogę zmierzyć stanu jej kiełkowania.
Obecna sytuacja, zarówno na poziomie różnych narodów, jak i na arenie międzynarodowej, jest bardzo złożona, niejasna i trudna do rozszyfrowania. Wiemy tylko, że musimy wewnętrznie przygotować się na wydarzenia, które nas czekają i błagać Niebo o interwencję Boga.
Tylko jedno jest pewne: nie da się rozwiązać kryzysu cywilnego i kościelnego, w którym pogrążamy się ludzkimi środkami. Człowiek musi najpierw uklęknąć przed swoim Bogiem i swoim Królem, naszym Panem Jezusem Chrystusem. Narody i narody muszą uznać jego panowanie, a Kościół musi najpierw zwrócić królowi koronę, którą odebrali mu uzurpatorzy. Dlatego postawmy Chrystusa w centrum naszych serc iw centrum wszystkiego, Tego, który jest Alfą i Omegą. Szukajmy najpierw Królestwa i jego sprawiedliwości, a reszta też będzie nam dana w nadmiarze.
M. Durin
Dziękuję, Ekscelencjo. Szkoda, że nie widzi ludzi na sali i ich radości, że słyszy, jak przemawia do nich prawdziwy biskup, powtarzający im odwieczne prawdy Kościoła. Jeszcze raz dziękuję od kapucynów, dominikanów z Avrillé, którzy są tutaj, od ojca Morgana, który jest tu z nami. Dzięki za wszystko Monsignore. Oddaję jej głos po raz ostatni, dziękując jej osobiście za wszystko, co dla nas zrobiła.
Biskup Vigano
Drogi Monsieur Durin, ja też bardzo żałuję, że nie miałem okazji zobaczyć Cię, a przede wszystkim być z Tobą przy tej radosnej okazji spotkania, podziękować, modlić się razem do Najświętszej Maryi Panny w wigilię Jej święta Wniebowzięcie Ta, która jest główną patronką Francji. Odnówmy zatem nasz akt nadziei i skierujmy wzrok ku sprawom nieba. Wspierani matczyną opieką i wstawiennictwem Dziewicy Maryi, Niewiasty obleczonej w Słońce, która miażdży pod stopami głowę piekielnego Smoka, możemy wytrwać w walce tu na dole ze zwiększoną siłą i odwagą, ale także z pokorą i zaufanie. Z całego serca błogosławię wam wszystkim: Benedicat vos omnipotens Deus Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen.
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